
SILHOUETTE
Uno sguardo ironico ed incantato, i toni un po' sgarbati e irriverenti, a volte malinconici ma
sempre e rigorosamente sinceri sono i tratti che delineano il percorso tortuoso e lineare di una
"silhouette" che ambiziosamente si ispira ed ambisce a ricreare i climi e le atmosfere di una
delle tradizioni tra le più ricche e sconcertanti del teatro del Novecento: l'avanspettacolo.
L'allestimento è giocato tramite un'alternanza schizofrenica tra musica e recitazione, canzone e poesia, momenti drammatici ed altri di puro divertimento, attraverso l'incontro (e, perchè no, lo scontro!) con alcuni tra i più grandi autori e interpreti italiani e francesi del secolo scorso. I vapori di Modugno, Petrolini, Paoli, Brel e Proietti, ma anche i fumi del Belli e dello stesso Dante (reggerà il confronto?) sono alcuni tra gli spiriti che saranno evocati e infilati nello shaker della rappresentazione con l'unico e preciso intento di ottenere ed offrire un cocktail da café théâtral-chantant.
La cornice scenica dello spettacolo sarà un baule di legno, indispensabile compagno degli attori di varietà (e non dimentichiamo a chi sono andati i nostri occhi, please!), ma di dimensioni sproporzionate, che assumerà la molteplice valenza di colonna e ribalta, nicchia e camerino, luce e custode intorno al quale agiranno (e si aggireranno) gli interpreti dello spettacolo.
Tra questi vogliamo dare un accento alla FUTURORCHESTRA, un ridotto e coraggiosissimo ensémble di musicisti che tramite i loro strumenti titolari e non solo, si sono arrangiati (non offendiamoli: hanno arrangiato) affinché il Teatro e la Musica potessero trovare un accordo comune nel susseguirsi quasi frenetico dei brani che, non lasciando spazio alcuno alla troppo piccola immedesimazione psicologica, fosse capace di generare, tra palcoscenico e platea, un variopinto germoglio di sincera ed incosciente commozione.
E allora: un, due, tre... via!
Alessandro Curti
